Opere in legno
di

LUCIANO BANDIERI
FRANCO FERRARI
AGNESE GUIDOTTI
MARIO POLETTI

Dal 18 Marzo al 2 Aprile
2017
Inaugurazione Sabato 18 Marzo 2017 alle ore 16


Opere di Paolo Sighinolfi e Federico Fruggeri






SIGHINOLFI: SEMPLICITA’ E CANTO

Nel levigato, affettuoso intreccio fra classico e moderno la scultura di Paolo Sighinolfi si pone all’attenzione del visitatore come semplicità e canto. Le note dello “spartito” sono quelle che le forme di donne, bambini, animali promanano dal loro pacato naturalismo (che mai cede alle lusinghe dell’astrazione).
E’  “un controllato eclettismo” (Solmi), frutto di un lungo lavoro, ma soprattutto di uno studio attento di quei maestri silenziosi e tenaci delle formelle medioevali che ha avuto davanti agli occhi prima nella sua infanzia a Nonantola (dove è nato nel 1943) poi a Modena dove ha compiuto i suoi studi all’Istituto d’Arte “Venturi”.
Possiamo distinguere in due periodi la produzione del nonantolano. Il primo, subito dopo il diploma (1962), in cui prevale uno spirito dolorosamente epico ma non retorico né enfatico; il grande monolite del “memorial Santa Giulia” a Monchio e le altre sculture per la Resistenza. Il secondo, ancora in atto, che perde in “solennità” ma si carica di poesia.
Lavorando con antica sapienza terracotta, bronzo, legno e pietra Sighinolfi trascura il dettaglio minuto; più che  “proporre”, egli “suggerisce”, lascia che siamo noi a “leggere” le sue opere stabilendo un rapporto mentale.



FRUGGERI, TALENTO ECLETTICO

Buona l’idea di accostare nella stessa mostra, le sculture di Sighinolfi e gli acquerelli di Federico Fruggeri. Che cos’è che dà unità ideale, ma non stilistica, alla rassegna vignolese? Intanto il grande talento che lega entrambi. Poi il fatto che non tentano di rendersi “popolari”, anche perché (ha scritto Wilde) “è il pubblico che deve cercare di diventare artistico”.
Il concetto risulterebbe più chiaro se, anziché acquerelli, il settantanovenne artista castelfranchese avesse proposto i suoi oli di ispirazione fantastico-metafisica; ma ci sarebbe stato il rischio di spaesamento.
Con la sua tecnica “tachiste” (cioè a macchie di colore giustapposte) Fruggeri, anche lui allievo del “Venturi” e dell’Accademia di Bologna e poi insegnante alle secondarie di Stato, si avventura in un territorio rischioso: c’è il pericolo che le macchie restino tali, estranee cioè alla figurazione. Lui ne esce da par suo, cioè alla grande.
Un’altra qualità che i due hanno in comune è l’eclettismo; ma, mentre Sighinolfi si limita a praticare la scultura nelle sue varie forme, Fruggeri spazia nei campi più disparati: per esempio dal disegno architettonico al restauro.
L’attività che però lo assorbe di più, è ora la cura di sette nipotini che lo adorano.


(testi di Ferruccio Veronesi, per 40 anni critico d’arte del “Resto del Carlino”)

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"UOMO E NATURA" Opere di Angela Galavotti































  UOMO  E  NATURA

I miei paesaggi nascono da rami secchi,  per affrontare col mio spirito guida la rinascita della vita attraverso il colore. Sono presenti nuovi spazi da percorrere dove purificarsi o ritrovarsi. Ho inserito profondita' infinite dove ricerco prospettive di riscatto col gioco dell'immaginazione. Tasselli, tessere cromatiche e luce per ricucire una trama del vivere. Materia e colore come linfa vitale per esprimere energie e vibrazioni e stati d'animo. Le linee sono punti di riferimento per un paesaggio indefinito, in movimento.  Le case sono ancore per fermarsi, gli alberi sono contorti con radici nel tempo che ci legano a visioni limitate. In ogni paesaggio rendo l'uomo libero dalla sua natura primitiva e di dolore, gli regalo spazi di silenzio di pace ed  infinita libertà.
                                                                             Angela Galavotti















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Mostra Collettiva di Febbraio 2014



Espongono

Sergio ANSALONI - Angela ARDORI - Michele DEFRONZO
 Romana ECCHIA - Maria FANTINI - Giorgio FONTANA
 Pierluigi GIOVANNINI - Luciano KALB - Andrea MAGNI
 Ildo MALMUSI - Renzo MENABUE - Nicola MIGLIORE
Alessia MONACO - Loretta MORANDI - Marinella PAIOLI
Giò PIGHETTI - Chiara PINI - Roberto PUZO - Barbara ROMAGNOLI
Gilberto SANMARTINI - Lauro SILVESTRI - Rosetta ELEGIBILI

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Mostra Collettiva di Gennaio 2014


Espongono 

Angelo BALDACCINI - Paolo BERNARDI - Maurizio BONETTI 
Margherita COSTANZINI - Ermanno COVILI - Vittorio COVILI
Marco FORNACIARI - Gilberto GALLERANI - Ivo GNUDI -
 Carla IACOLI - Maria Augusta ISAIJA - Corrado LUGLIO -
 Luciano MALMUSI - Enzo PINCELLI - Paolo POLLASTRI - 
Alfredo SAVIGNI - Claudia SETTI - Beatrice ULMETTI
Maria Cristina VECCHI - Enzo VENTURELLI - Nicoletta ZANCANELLA

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Angelo Rilei - Mario Sighinolfi - Renzo Bruzzi



Renzo Bruzzi, ha potuto realizzare il suo sogno di scultore soltanto nel momento in cui egli è andato in pensione. Appassionato, sin da bambino, a creare piccoli oggetti, anche inutili, Bruzzi ha scoperto, a 54 anni, il valore delle radici che il Panaro deposita sulle rive, per farne delle sculture. Ha frequentato anche corsi per plasmare la creta e altre materie. La curiosità lo ha spinto a trovare forme strane in pietre su cui egli ha inciso immagini particolari. Non sono mancate mostre personali e collettive, soprattutto al Salotto del Muratori di Vignola e presenze a mostre, anche internazionali, di presepi e di arte sacra. E’ stato chiamato più volte a partecipare, in Trentino, a concorsi internazionali di scultura in legno. La scultura in arenaria “Amore per la terra” è esposta nella città di Witzenhausen, in Germania. La sua "Via Crucis" è collocata nella chiesa di Pompeano di Serramazzoni.

Mario Sighinolfi, ha vissuto in prima persona le grandi trasformazioni del XX secolo secolo, dal lavoro nei campi alla cultura operaia. La sua passione per la pittura, che coltivava da autodidatta sin da bambino, non costituisce un momento o un modo per isolarsi dai problemi e dalle difficoltà di tutti i giorni; al contrario, si lega ad una costante e attiva presenza nel sociale. Tutta l’opera pittorica e grafica, che vive della sostanza dell’umano anche in assenza dell’uomo, resta saldamente unitaria nella tecnica e nei temi e sembra rispecchiare il carattere tranquillo e paziente dell’autore, una vita coltivata all’insegna dell’equilibrio e della modestia. Ha partecipato a mostre collettive e personali.
“Tutti gli oggetti sono depositari di una storia segreta. Una storia che Sighinolfi individua attraverso composizioni di lucida chiarezza e di perenne equilibrio. Composizioni che non esprimono una realtà statica, ma esibiscono, quasi con dichiarato fine, facoltà narrative di oggetti che si pongono al pari delle figure e dei fatti di storia….Ogni oggetto si connota di un recupero autentico di vita, di quel tanto di incanto e di mestizia che esso ancora possiede.”           Michele Fuoco
                                                                                       
                                                                                                      
 Angelo Rilei, ha guardato ai maestri di tutti i tempi (Caravaggio, Cèzanne, Van Gogh, Manet, Morandi,..) copiandone, agli inizi, alcuni capolavori, per acquisire quelle regole fondamentali per fare arte. La continua curiosità lo ha spinto a sperimentare diverse tecniche, anche il collage.
La sua prima personale è nel 1958, a Vignola, presso la Sala di Cultura. Successivamente ha esposto al Circolo “Polivante” Vignola (1969), Rocca di Vignola(1979), Circolo “Il Paradosso” Spilamberto, Teatro Carani e Centro Tori a Sassuolo (1971), Galleria Il Portone a Modena, Centro Internazionale delle Arti a Bologna, Galleria “La Perla” a Cento (1981), Salotto del Muratori a Vignola (1994,1998).

“Rilei non ama spiegare i suoi lavori, né giustificarne ogni segno, ogni macchia, ogni figura. E’ essenzialmente un uomo attento che si muove vedendo e guardando; da questo continuo contatto con le cose nascono le sue opere dalle quali è palese la capacità di liberarsi da ogni esperienza mnemonico-visiva per risolvere in modo personale le immagini. I paesaggi, gli ammassi di case, visti con profonda nostalgia, fanno parte della sua esperienza. Tuttavia non vi è rancore né protesta né polemica, ma una serenità e un amore profondo verso quest’infanzia povera e lontana. Anche le figurine appartengono a un mondo “privato” costruito con sensibile e attenta osservazione. Gli ultimi lavori: una strada nuova, scelta non a caso ma per naturale semplicità……a provare un atteggiamento vivo e attento, una sensibilità moderna (nella ricerca di nuovi mezzi espressivi) per un mondo minore che tanto fascino ha per chi lo sa scoprire.”
                                                                                                               Cesare Leonardi

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