Opere in legno
di

LUCIANO BANDIERI
FRANCO FERRARI
AGNESE GUIDOTTI
MARIO POLETTI

Dal 18 Marzo al 2 Aprile
2017
Inaugurazione Sabato 18 Marzo 2017 alle ore 16


Brancolini, Fusi, Gerico, Nigiani

Edi Brancolini è nato nel 1946 a Rovereto di Novi (Mo). La sua attività artistica inizia nel 1965. Nel 1972/73 frequenta la Scuola libera del nudo a Venezia con il prof. Luigi Tito, dal quale apprende l'importanza della pratica assidua e costante del disegno dal vero. Dopo una breve esperienza informale , i suoi dipinti degli anni '70 sono caratterizzati da una forte impronta socio-esistenziale che col passare degli anni si traduce in una fantasia altamente simbolica e visionaria ai limiti dell'onirico. Nelle opere recenti si respira un'aria tardo-romantica velata di sottile ironia , dove il virtuosismo tecnico è portato al parossismo ma non si compiace mai di se stesso, preso com'è a servire le ragioni più profonde della poetica interna all'opera.
Vive e lavora a Carpi (Mo).

Danilo Fusi è nato nel 1940 a Scandicci (Fi) dove vive e lavora. Fusi utilizza il suo pennello per viaggi nel museo, talora con aggrovigliamenti di citazioni e talaltra con un forte sentimento del carnale, il che giustifica quella sua "attesa" di Ingres, la quale ha dato vita ad un suo importante ciclo, sorta di di personale omaggio all'artista francese innamorato delle "baigneuses" e antagonista del romantico Delacroix.... Egli rimescola le carte ingresiane, caravaggesche con quelle della statuaria classica per ottenere composizioni pittoriche, o, se si preferisce, una pittura composita, quasi volesse indagare i diversi gradi del visivo e della sua ontogenesi, entrando in qualche caso in cortocircuito con il cinema, rovescio speculare della realtà, che induce gli spettatori a sognare ad occhi aperti, o sgranati, come certe figure femminili "rubate" da Fusi ad Ingres. (Giorgio di Genova)

Gerico, è nato a Somma Lombarda nel 1946. L'anno seguente la famiglia si trasferisce a Milano.
Dopo gli studi intraprende molti mestieri, poichè si sente attratto all'arte ma gli è necessaria una piattaforma economica. Nel 1969 inizia l'attività professionale. Milano vive in qugli anni un grande boom economico e di sviluppo tecnologico, Gerico si sentiva attratto dai problemi che ciò comportava, aderendo alle ricerche dette di "nuova figurazione", collegate ai rapporti tra l'uomo, la macchina e il mondo dei consumi. Tale sua ricerca proseguì fino fino al 1981, concludendosi con una grande mostra alla Galleria Rotta di Genova. Dal 1982 la sua pittura si è articolata su vari livelli iconografici "Performance" e "Museo vivo", basate sulla ripresa scenografica di brani di pittura antica, e dal 1989 con "Natura in posa", costituito dalla proposizione di elementi di natura realizzati nel massimo verismo unito alla massima artificialità. Vive e lavora a Voghera (PV).

Impero Nigiani è nato a Incisa Valdarno nel 1937, vive e lavora a Firenze.
Disegnatore esperto e dal tratto sicuro ed incisivo, dote che l'ha reso ricercato ed affermato illustratore di volumi, Nigiani in pittura gareggia con la fotografia e con le volumetrie delle sculture in marmo. Egli attinge alle sterminate e stimolanti fonti del museo ed ama le dictomie visive, che ora contrappongono una bianca testa di marmo al verde spinoso di un fico d'India o alle tonalità dei pini mediterranei, ora gli effetti neutri della fotografia al cromatismo acceso dal rosso pompeiano e rischiarato dagli incarnati dei nudi delle pitture parietali della Villa dei Misteri.... Per Nigiani l'universo della pittura e dei personaggi di essa è così intimo che lo vive come interminabile avventura esistenziale. Della propria esistenza, appunto, e per questo nei suoi quadri di tanto in tanto entra egli stesso ora per dialogare con Apollo ora per immergersi meditabondo tra angeli e femminili figure botticelliane , usurpando il posto alla Venere appena nata. (Giorgio di Genova)

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La Rocca di Vignola nell'arte

Per un artista la Rocca di Vignola è un richiamo irresistibile. Anche se poi, con la sua imponenza, la fortezza tende a riempire la scena, proprio come un ospite troppo importante.
Ed ecco allora che il pittore cerca di prenderla alla lontana, oppure a piccole dosi.
Magari schiacciandola sotto un cielo denso di nuvole, come ha fatto Bice Ulmetti, oppure scegliendo un'inquadratura particolare,che lasci intravedere solo qualche torre, come nel dipinto di Ivo Soli.
O ancora con la leggerezza di una linea che disegna l'intero paese con estrema semplicità, ma con grande poesia, come nel bellissimo disegno di Pompeo Vecchiati.
Mentre Cesare Soli, nel suo dipinto ad olio, ce la presenta leggera tra la vegetazione.
Insomma, tanti modi diversi per interpretare un'immagine che molti di noi hanno davanti agli occhi fin dall'infanzia.
La mostra, organizzata dal gruppo "Amici dell'Arte di Vignola" è completata da una interessante sezione fotografica e documentaria curata dal Gruppo "La Mezaluna" e da Maria Cristina Vecchi.

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Giuseppe Ricci, nato a Pavullo, inizia la sua attività artistica nel 1974 con una mostra personale alla "Galleria Comunale" di Sassuolo. Da diversi anni fa parte del "Circolo degli Artisti" di Modena e degli "Amici dell' Arte" di Vignola. Partecipa alle numerose mostre collettive e personali organizzate in diverse città italiane. Vive e lavora a Pavullo nel Frignano (MO).
Del suo lavoro si sono occupati : Alessandro Anderlini, Mario Bartoli, Gianni Bellesia, Casimiro Bettelli, Daniele Bondi, Mario Cadalora, Michele Fuoco, G.Luigi Dondi, Luigi Giuliani, Roberto Giovannini, Graziano Manni, Giampaolo Onfiani, Romano Pelloni, Franco Pone, Adolfo Poppi, Mariarosa Puccini, Massimiliano Ranellucci, P.Berardo Rossi, Matteo Ricchetti, Ferruccio Veronesi, Remo Zanarini, Guglielmo Zucconi, Chiara Granelli.

L'artista pavullese sembra aprire porte di comunicazione con la realtà soprattutto del passato, nel recupero di particolari aspetti paesaggistici, di scorci, di case e di cose con il loro carico di affezione, di amorevolezza e di tenerezza, ma anche di valori della tradizione ora perduti. "Accostarsi ai modi di una vita semplice dove ogni piccola cosa - dice l'artista - aveva un suo significato e determinava rispetto è assaporare l'esistenza nella sua semplicità, con i suoi valori di religiosità anche laica, con le sue superstizioni, testimoniare le trasformazioni del paesaggio e rispettare la natura che ora, spesso, sembra ribellarsi all'uomo che l'ha violata." Si può comprendere, allora, perchè ogni cosa acquisti per Ricci una particolare importanza, a partire dall'antico borgo che custodisce la memoria di tante generazioni, di famiglie vissute con le proprie gioie ma anche con tante sofferenze.

Michele Fuoco


Non fermarsi all’apparenza: questo è l’approccio necessario per osservare con attenzione le opere di Giuseppe Ricci, quadri che attraverso la rappresentazione di paesaggi quasi comuni ai pavullesi, familiari, tradizionalmente insiti nella realtà di questo paese, tentano di portare lo spettatore a cogliere ogni particolare della rappresentazione, per riuscire a scorgere, ad esempio, il flusso di emozioni e sensazioni nascoste dietro ad una porta socchiusa.

Queste finestre, queste porte socchiuse che spesso animano i quadri di Ricci come nemmeno la rappresentazione di una folla potrebbe fare: perché dietro di esse vi è un mondo senza confini, illimitato come il mondo che è anche davanti ad esse, quello che si potrebbe riuscire ad osservare con maggiore attenzione e comprensione, solo grazie a ciò che sta dietro: la consapevolezza di ciò che ci circonda, con uno sguardo al passato, rivolti verso il futuro.

Chiara Gianelli








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