Brancolini, Fusi, Gerico, Nigiani
Edi Brancolini è nato nel 1946 a Rovereto di Novi (Mo). La sua attività artistica inizia nel 1965. Nel 1972/73 frequenta la Scuola libera del nudo a Venezia con il prof. Luigi Tito, dal quale apprende l'importanza della pratica assidua e costante del disegno dal vero. Dopo una breve esperienza informale , i suoi dipinti degli anni '70 sono caratterizzati da una forte impronta socio-esistenziale che col passare degli anni si traduce in una fantasia altamente simbolica e visionaria ai limiti dell'onirico. Nelle opere recenti si respira un'aria tardo-romantica velata di sottile ironia , dove il virtuosismo tecnico è portato al parossismo ma non si compiace mai di se stesso, preso com'è a servire le ragioni più profonde della poetica interna all'opera.Gerico, è nato a Somma Lombarda nel 1946. L'anno seguente la famiglia si trasferisce a Milano.
Dopo gli studi intraprende molti mestieri, poichè si sente attratto all'arte ma gli è necessaria una piattaforma economica. Nel 1969 inizia l'attività professionale. Milano vive in qugli anni un grande boom economico e di sviluppo tecnologico, Gerico si sentiva attratto dai problemi che ciò comportava, aderendo alle ricerche dette di "nuova figurazione", collegate ai rapporti tra l'uomo, la macchina e il mondo dei consumi. Tale sua ricerca proseguì fino fino al 1981, concludendosi con una grande mostra alla Galleria Rotta di Genova. Dal 1982 la sua pittura si è articolata su vari livelli iconografici "Performance" e "Museo vivo", basate sulla ripresa scenografica di brani di pittura antica, e dal 1989 con "Natura in posa", costituito dalla proposizione di elementi di natura realizzati nel massimo verismo unito alla massima artificialità. Vive e lavora a Voghera (PV).
Impero Nigiani è nato a Incisa Valdarno nel 1937, vive e lavora a Firenze.
Disegnatore esperto e dal tratto sicuro ed incisivo, dote che l'ha reso ricercato ed affermato illustratore di volumi, Nigiani in pittura gareggia con la fotografia e con le volumetrie delle sculture in marmo. Egli attinge alle sterminate e stimolanti fonti del museo ed ama le dictomie visive, che ora contrappongono una bianca testa di marmo al verde spinoso di un fico d'India o alle tonalità dei pini mediterranei, ora gli effetti neutri della fotografia al cromatismo acceso dal rosso pompeiano e rischiarato dagli incarnati dei nudi delle pitture parietali della Villa dei Misteri.... Per Nigiani l'universo della pittura e dei personaggi di essa è così intimo che lo vive come interminabile avventura esistenziale. Della propria esistenza, appunto, e per questo nei suoi quadri di tanto in tanto entra egli stesso ora per dialogare con Apollo ora per immergersi meditabondo tra angeli e femminili figure botticelliane , usurpando il posto alla Venere appena nata. (Giorgio di Genova)
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