Opere in legno
di

LUCIANO BANDIERI
FRANCO FERRARI
AGNESE GUIDOTTI
MARIO POLETTI

Dal 18 Marzo al 2 Aprile
2017
Inaugurazione Sabato 18 Marzo 2017 alle ore 16


Mostra Collettiva di Febbraio 2013

Mostra Collettiva di Febbraio 2013
di
Pittura Scultura Fotografia

Espongono:

Angelo Baldaccini  Luciano Colombini 
Margherita Costanzini  Vittorio Covili  
Maria Fantini Giorgio Fontana   
Giovanni Ghelfi  Pierluigi Giovannini  
Paolo Guarrera  Maria Augusta Isaija  
Ildo Malmusi  Concetta Migliore  
Alessia Monaco  Loretta Morandi 
Sara Paltrinieri  Giò Pighetti 
 Bruno Poggi  Paolo Pollastri   
Alfredo Savigni  Bice Ulmetti 
Enzo Venturelli  

presso 

IL SALOTTO DI L.A. MURATORI
Via Selmi, 2 - Vignola

Dal 2 al 17 Febbraio 2013

Inaugurazione Sabato 2 Febbraio 2013 ore 16 


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Mostra Colettiva di Gennaio 2013


        Mostra Collettiva di Gennaio 2013
di 
Pittura Scultura Fotografia

Espongono :

 Sergio Ansaloni, Alice Beccati, Paolo Bernardi
Maurizio Bonetti, Ermanno Covili, Jenny Bussoli
Romana Ecchia, Rosetta Elegibili
Gilberto Gallerani, Ivo Gnudi, Carla Iacoli
Ewa Barbara Konopka,Luciano Malmusi
Simone Miani, Nicola Migliore, Marinella Paioli
Valentina Pascarella, Enzo Pincelli, Roberto Puzo
Barbara Romagnoli, Gino  Selmi, Claudia Setti
Lauro Silvestri, Maria Cristina Vecchi


presso
IL SALOTTO DI L.A. MURATORI
Via Selmi, 2 - Vignola (MO)

     Dal 12 al 27 Gennaio 2013

    Inaugurazione Sabato 12 Gennaio 2013 alle ore 16

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La Torre Nonantolana








Torre delle Donne, Torre del Pennello…
Perché le torri della Rocca di Vignola hanno nomi così strani?
E perché la Torre Nonantolana è così alta?
In questo terzo libro avrai la risposta a quest’ultima domanda.
Conoscerai così la storia del mastro muratore Ludovico che,
per salvare la sua gente dai terribili guerrieri Ungari,
creò una torre che sembrava sfidare il cielo.
E finalmente saprai come sono nati gli appetitosi “borlenghi”.



Dopo “La torre delle Donne” e “La Torre del Pennello”, con “La torre Nonantolana” si conclude il progetto che “Gli amici dell’Arte” di Vignola hanno voluto dedicare alle torri del castello della loro città.
I piccoli lettori hanno mostrato di apprezzare questi lavori, a metà tra fiaba e storia, divertendosi e incontrando, forse per la prima volta, nomi come “Grassoni” e “Contrari”, sui quali ci siamo permessi di giocare.
Diventati adulti, quando non crederanno più alla Strega Tortellona o a Isabrutta Contrari e vorranno approfondire la conoscenza delle bellezze che ci circondano, trovandosi tra le mani questi libri, forse sorrideranno di queste stranezze.
Ci consola il fatto che tanti genitori ci hanno fatto sapere che i loro bimbi non si addormentano se prima non è stata letta loro “La Torre delle Donne”, o “La Torre del Pennello” e che dai nostri libri sono state ricavate opere teatrali, messe in scena in occasione di “Bambinopoli”, o in teatri veri e propri.
Poiché la fascia di età dei nostri lettori è risultata più bassa di quel che ci aspettavamo, le nostre brave illustratrici ci hanno fatto notare che una eccessiva aderenza alla realtà avrebbe impedito ai più piccoli, in quest’ultima storia, di identificare il castello: per questo motivo abbiamo scelto di mantenere immagini che richiamano quelle dei primi due volumi.
Un sentito ringraziamento va a tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione del progetto, lavorando al testo, alle illustrazioni, alla fotografia, all’allestimento delle mostre, e a tutti gli Enti che hanno collaborato, in particolare al Comune di Vignola, alla Banca Popolare dell’Emilia Romagna e alla Fondazione di Vignola, che ci hanno aiutato a sostenere parte delle spese.
Grazie davvero a tutti.
                                     

                                    Il presidente dell’Associazione
                                         “Amici dell’Arte Vignola”
                                              Ugo Anceschi




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Loretta Morandi & Bice Ulmetti






Loretta Morandi è nata a Castelvetro di Modena dove vive tuttora.
Loretta ha coltivato fin da bambina la passione per la pittura. A Loretta per esprimersi bastano pochi elementi : uno scorcio naturalistico o un ambiente domestico per raccontare con la semplicità della poesia, la complessità dei nostri sentimenti e la dolcezza delle emozioni del vivere quotidiano. Un racconto quasi letterario, non importa se reale, biografico o autobiografico, ma un racconto interiore e sentimentale sui pensieri, i bisogni e i desideri dell’essere umano.


Bice Ulmetti è Vignolese di nascita. Ha compiuto i suoi studi all’ Istituto d’Arte Venturi di Modena e oggi vive a Castelvetro di Modena.
 Bice Ulmetti,in pittura Beatrice Ulmetti, per gli amici ed estimatori Bice, è una moderna “primitiva”.
“Primitiva”, nel senso che muove da una semplice, ferrea, quasi infantile e provinciale, antecopernicana fiducia nelle cose quali “si vedono”. Non dubita minimamente della consistenza di quanto l’occhio percepisce. Non l’hanno sfiorata i dubbi barocchi, né le filosofie, né le speculazioni scientifiche dell’Otto, poi del Novecento.
Moderna nel suo prediligere temi paesaggistici, nel suo attaccamento alla natura, il quale – senza che lei, forse se ne renda conto - è pungente nostalgia di un mondo pressoché perento, quanto meno condannato. Diceva Goethe, il grande romantico: “Più conosco gli uomini e più mi affeziono agli alberi”. Bice vive questo sentimento, sconosciuto all’umanità occidentale prima dell’Ottocento.
 E, ciò che avvince, ammalia il visitatore delle sue mostre, è la freschezza e ricchezza dei verdi, dall’ombra verde al verde giallino, passando dai cinabri, cobalti, cadmi, cromossidi, smeraldi, veronese….: un inno, un atto di fede, sostenuto costantemente da uno slancio ammirevole, nell’eden paradisiaco creato da Dio e che l’avanzare della civiltà tecnologica va di giorno in giorno disfacendo.
Certo da giovinetta, in accademia, ha imparato le tecniche del disegno e del colore alle quali è sempre rimasta fedele e vi si appoggia nella sua resa meticolosa del reale, ma il suo vibrante sentire le trascende.
Per certi versi verrebbe da accostarla, culturalmente parlando, al doganiere Rousseau, anche lui fanatico della natura. Ma quello, autodidatta e che esercitava ufficialmente un mestiere tedioso tanto estraneo all’esperienza artistica, si recava nel tempo libero al jardin des plantes parigino per farsi ispirare dalle specie vegetali esotiche viste surreali di giungle attraversate da serpenti, giaguari e leoni di cartone, mentre la nostra Bice non perde il venerdi realisticamente – ancorchè nostalgicamente – esalta le campagne nostrane, i superstiti parchi del bel paese e, così facendo, ci rinfranca, ci rincuora, si adopera a persuaderci che siamo ancora esseri umani.
                                                                                                                              Manfredi Lanza

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Opere di Giorgio Fontana





Giorgio Fontana (1938), autodidatta, dipinge da oltre 40 anni con vena realistica. Nei suoi quadri ricorrono paesaggi ed altri soggetti, con temi anche impegnati o ironici nei confronti del mondo automatizzato.
Schivo, riservato, Fontana sostiene di dilettarsi a fare quadri. Per questo ha preferito coltivare senza clamori questa sua inclinazione all’arte, tanto che il suo curriculum è quasi avaro di occasioni espositive. Ha partecipato a varie mostre collettive nazionali. Vive e lavora a Castelvetro di Modena.

L’ispirazione nasce, da una parte, dall’amore per il paesaggio, l’ambiente in cui l’artista riconosce le proprie radici e, dall’altra, da una beffarda ironia per ciò che la civiltà dell’automobile ha portato. Così in un paesaggio di “New Apocalypse” offerto dalla macchina, dalle avanguardie tecnologiche inquinanti, la natura celebra il suo suicidio. Le situazioni esilaranti vengono delineate con toni di narrazione ironicamente divertita.
.                                                                            Michele Fuoco

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