Opere in legno
di

LUCIANO BANDIERI
FRANCO FERRARI
AGNESE GUIDOTTI
MARIO POLETTI

Dal 18 Marzo al 2 Aprile
2017
Inaugurazione Sabato 18 Marzo 2017 alle ore 16


Mauro Filippini & Andre Sabattini



Mauro Filippini nasce ad Argelato (Bologna) nel 1952.
E' dalla scuola dell'obbligo che ha le prime indicazioni sul disegno e le prime soddisfazioni.
Nel 1975, si trasferisce in provincia di Modena ed entra nel mondo della grafica presso la Coptip di Modena.
Stabilitosi definitivamente a Carpi nel 1982, frequenta il Centro di Arti Figurative. Fonda, negli anni Novanta, con un gruppo di amici pittori e scultori, il Circolo Artistico Culturale "Bottega di Pittura", dando così vita ad un'intensa attività artistica.
Nel 200, il "battesimo" del Circolo con una collettiva presso la Sala Gialla di Carpi, cui fa seguito una pubblicazione curata dall'Associazione Culturale "TEATRO DI CORTE".
La prima pubblicazione di Mauro Filippini risale al 1983: Orme perdute, in cui alle opere alterna poesie da lui composta. Nel 1998, viene pubblicato Canti silenti: catalogo di una mostra realizzata con il pittore carpigiano Gianni Bizzarri. Le opere sono state tutte realizzate "en plein air".
Dal 2000 inizia un percorso pittorico a cicli: la prima serie di opere dal titolo "Per le strade del Mondo" sono ritratti realizzati ad olio e spatola su tela, a seguire, la fortunata sequenza di opere ispirate dalle letture del filosofo Empedocle intitolata "Il Sogno".
In tempi più recenti il ciclo di olii su tela tratti dall'Inferno dantesco e presentati a Bologna nel 2006.
Attualmente il lavoro pittorico è centrato sulla "Notte" dalla quale l'autore trae infiniti input che vanno dai sogni ai ricordi, dai desideri agli incubi, usando tecniche diverse. Queste opere sono state presentate a Palazzo Cantarelli a Correggio (RE) durante una personale tra Ottobre e Novembre del 2008.

LE SENSAZIONI NASCOSTE
Nella pittura Mauro Filippini attualizza le sensazioni che porta dentro di sè.
Sicuramente vi inserisce particolari comuni al vissuto dell'osservatore che portano quest'ultimo ad una visione d'insieme ricca di significati costituiti da emozioni, sentimenti e idee che si realizzano prima nel proprio intimo.
Qual'è dunque il fascino dell'arte di Mauro Filippini?
Educare a fare tesoro delle nostre sensazioni dimenticate, ma che l'artista sembra voglia riproporci talvolta in modo diretto, altre in modo velato da cui traspare la certezza di un mondo interiore da riscoprire a volte attraverso uno sguardo o mentre una mano si accinge a far scaturire da uno strumento musicale melodie provenienti dal più profondo del nostro essere.
Prof. Paolo Usuardi




Andrea Sabattini nasce nel 1966. Dopo aver frequentato studi artistici comincia a dedicarsi esclusivamente alla pittura dal'92. Espone tra l'altro a Modena, Perugia, Milano, Lienz, Edimburgo, Verona.
 Attualmente vive e lavora a Correggio (RE)

ANDREA SABATTINI GRAFFITISTA DI STRADA
Dalla metà degli anni '80 Andrea Sabattini oltre alla grafica si dedica anche alla pittura mantenendo sempre quel suo stile "graffitaro-fumettistico" che lo fa apprezzare dal grande pubblico nelle sue mostre in Italia, ma anche nelle grandi città estere come Lienz, Edimburgo e New York, dove negli anni '70 è sorto il movimento dei giovani "graffitisti" della Street Art. Come i graffitisti newyorchesi e quelli italiani noti: Bros, Frode, Ivan e Blù, anche il Sabba si è esibito notte tempo, con le bombolette spray, sui muri e sotto i ponti della ferrovia Milano-Bologna, riproducendo all'infinito ed in tutte le posizioni il suo "omino", sempre con gli occhi spalancati sulla gente e sul mondo, alla maniera di Keith Haring. Senz'altro le strade ed i muri sono il supporto espressivo più efficace in tutta la storia dell'umanità, visibile da chiunque gli passasse davanti, il "Sabba" ne è ben consapevole ma ben presto decide di riprodurre i suoi "tags" e grafiti su tela, sostituendo alle bombolette spray i colori ad olio, acrilici e inchiostri, firmando le tele col proprio nome anagrafico.
Nella  pittura  di  Sabattini si nota un tocco di cultura Pop americana soprattutto nel suo personaggio di finzione tutt'occhi, che rappresenta la gente e la "massa" con tutta la loro curiosità, che sempre ti scruta in tutte le tue azioni.
Il suo personaggio stilizzato assume una propria evidenza, un proprio momento espressivo, sostenuto dalla vibrante accensione cromatica, che è istante emozionale ed allusivo, ovvero il segno della comunicazione pittorica dell'artista, con le sue visioni oniriche e fantastiche desunte dalla realtà oggettiva.
Anche le sue opere provengono da divagazioni di un nostalgico vagabondare nella memoria, tuttavia costituiscono un mondo suggestivo ed imprevedibile, per gli effetti cromatici e per il senso vivissimo dei suoi racconti di quotidiana realtà.
Fabio Tedeschi, critico d’arte

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