Opere in legno
di

LUCIANO BANDIERI
FRANCO FERRARI
AGNESE GUIDOTTI
MARIO POLETTI

Dal 18 Marzo al 2 Aprile
2017
Inaugurazione Sabato 18 Marzo 2017 alle ore 16


Senza parole 4 - Scrivere con la luce (esercizi di ortografia). Fotografie di Giuliano Benuzzi



Giuliano Benuzzi nasce a Vignola il 23.08.1951. Gli fu regalata, all’età di 8 anni in occasione della cresima, una macchina fotografica Bencini: naturalmente questo apparecchio fu usato prevalentemente dai genitori per documentare i viaggi. Fu in occasione di una premiazione che la Domenica del Corriere allora faceva delle foto “particolari” che si decise a provare  di fare scatti da solo senza i consigli dei genitori: i risultati sono alcune foto che ha messo nella mostra che rappresentano il contrasto tra il vecchio, il carro trainato da un cavallo e il concessionario di automobili Fiat di Sereni, oppure il bidone e altre immondizie che inquinavano già allora il Panaro, per finire al rapporto gigantesco e massiccio degli edifici religiosi, il duomo di Firenze e quello di Siena rispetto alle persone che vi appaiono particolarmente piccole in rapporto. Tale passione per la fotografia si sviluppò negli anni sessanta e settanta con ritratti e foto di manifestazioni e dei luoghi e della gente del Sud. Questo in continuità fino ad oggi con altre fotografie dove all’impegno civile si aggiunse quello prettamente espressivo ed estetico tesi a prospettare una dimensione della fotografia quale “scrittura con la luce” (da cui il titolo della mostra) che abbraccia ogni aspetto della fotografia e che lascia ‘parlare’ all’immagine per la quale non è volutamente riportata la didascalia.

L’intento di Giuliano Benuzzi è quello di dare al visitatore la possibilità di un’interpretazione personale, ritenendo che l’immagine non offre la stessa rappresentazione per ognuno di noi. Del resto, il titolo della mostra è “Senza parole: scrivere con la luce (esercizi di ortografia)” e il fotografo di Casinalbo evidenzia che il problema è “tradurre l’immagine nella grammatica simile a quella della lingua scritta e parlata comune”. A ciò mirano le sue fotografie, di diversi soggetti, raffiguranti scene di vita quotidiana, anche di disagio psicologico e sociale. L’obiettivo si ferma su volti, atteggiamenti e gesti di persone che s’incontrano tutti i giorni, su luoghi, anche all’estero, mettendo in rapporto aspetti della natura e l’opera dell’uomo.

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