Opere in legno
di

LUCIANO BANDIERI
FRANCO FERRARI
AGNESE GUIDOTTI
MARIO POLETTI

Dal 18 Marzo al 2 Aprile
2017
Inaugurazione Sabato 18 Marzo 2017 alle ore 16


Loretta Morandi & Bice Ulmetti






Loretta Morandi è nata a Castelvetro di Modena dove vive tuttora.
Loretta ha coltivato fin da bambina la passione per la pittura. A Loretta per esprimersi bastano pochi elementi : uno scorcio naturalistico o un ambiente domestico per raccontare con la semplicità della poesia, la complessità dei nostri sentimenti e la dolcezza delle emozioni del vivere quotidiano. Un racconto quasi letterario, non importa se reale, biografico o autobiografico, ma un racconto interiore e sentimentale sui pensieri, i bisogni e i desideri dell’essere umano.


Bice Ulmetti è Vignolese di nascita. Ha compiuto i suoi studi all’ Istituto d’Arte Venturi di Modena e oggi vive a Castelvetro di Modena.
 Bice Ulmetti,in pittura Beatrice Ulmetti, per gli amici ed estimatori Bice, è una moderna “primitiva”.
“Primitiva”, nel senso che muove da una semplice, ferrea, quasi infantile e provinciale, antecopernicana fiducia nelle cose quali “si vedono”. Non dubita minimamente della consistenza di quanto l’occhio percepisce. Non l’hanno sfiorata i dubbi barocchi, né le filosofie, né le speculazioni scientifiche dell’Otto, poi del Novecento.
Moderna nel suo prediligere temi paesaggistici, nel suo attaccamento alla natura, il quale – senza che lei, forse se ne renda conto - è pungente nostalgia di un mondo pressoché perento, quanto meno condannato. Diceva Goethe, il grande romantico: “Più conosco gli uomini e più mi affeziono agli alberi”. Bice vive questo sentimento, sconosciuto all’umanità occidentale prima dell’Ottocento.
 E, ciò che avvince, ammalia il visitatore delle sue mostre, è la freschezza e ricchezza dei verdi, dall’ombra verde al verde giallino, passando dai cinabri, cobalti, cadmi, cromossidi, smeraldi, veronese….: un inno, un atto di fede, sostenuto costantemente da uno slancio ammirevole, nell’eden paradisiaco creato da Dio e che l’avanzare della civiltà tecnologica va di giorno in giorno disfacendo.
Certo da giovinetta, in accademia, ha imparato le tecniche del disegno e del colore alle quali è sempre rimasta fedele e vi si appoggia nella sua resa meticolosa del reale, ma il suo vibrante sentire le trascende.
Per certi versi verrebbe da accostarla, culturalmente parlando, al doganiere Rousseau, anche lui fanatico della natura. Ma quello, autodidatta e che esercitava ufficialmente un mestiere tedioso tanto estraneo all’esperienza artistica, si recava nel tempo libero al jardin des plantes parigino per farsi ispirare dalle specie vegetali esotiche viste surreali di giungle attraversate da serpenti, giaguari e leoni di cartone, mentre la nostra Bice non perde il venerdi realisticamente – ancorchè nostalgicamente – esalta le campagne nostrane, i superstiti parchi del bel paese e, così facendo, ci rinfranca, ci rincuora, si adopera a persuaderci che siamo ancora esseri umani.
                                                                                                                              Manfredi Lanza

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