Opere in legno
di

LUCIANO BANDIERI
FRANCO FERRARI
AGNESE GUIDOTTI
MARIO POLETTI

Dal 18 Marzo al 2 Aprile
2017
Inaugurazione Sabato 18 Marzo 2017 alle ore 16


"Gilberto Sanmartini - Il Pittore della nebbia"



Gilberto Sanmartini è nato a Ronca di Monte San Pietro (BO) il 2 Febbraio 1943, durante il periodo della seconda guerra mondiale da genitori contadini. Ultimo di otto fratelli, fin da piccolo ha coltivato la passione per l’arte in tutte le sue espressioni, in particolare la pittura.
A 15 anni, il fratello maggiore Ivo, notando in lui la predisposizione per il disegno, gli fa dono di un astuccio di colori ad olio con relativi pennelli. Da quel momento, Gilberto Sanmartini  ha cominciato a dipingere. Autodidatta, all’età di 24 anni ha incominciato a partecipare a mostre, e ha realizzato più di ottanta collettive e altrettanti concorsi nazionali e internazionali, con lusinghieri risultati.
Ha realizzato più di quaranta mostre personali in varie gallerie nazionali, quadri presenti in collezioni in Italia e all’estero.
Hanno scritto di lui: M. Fuoco, Nazario e Cristina Boschini, L. Bertacchini, E. Trombetta, M. Donini, M. Goldoni, A.C. Simonini, V. Riguzzi, M. Mugnani, F. Falsetti, M. Turra, Tadini, O. Casimiri e altri su riviste d’arte in varia regioni italiane.


Chi scriverà la storia degli artisti e sono tanti, fra pittori, scultori, grafici che privi di studi formativi, di corsi d’accademia, di lunghe frequenze d’atelier, tracciano molto spesso un poetico percorso, gratificato soltanto nel raggiungere proprie, insolite forme d’espressione.
Fra i tanti, si distingue Gilberto Sanmartini che con brumose elegie collinari e di pianura e le più recenti “nature morte” costruite su tenui passaggi di ocre e di grigi, nelle diafane atmosfere, nebbiosi autunni, pallidi soli, umide strisce di terreni arati, nevicate, morbide vallate, cieli, acque immerse in fluidi evanescenti vapori, assorbite da un modulato e quasi monocorde tonalismo.
Gilberto Sanmartini osserva, memorizza e trasferisce su tela con innato candore, i suoi quieti disadorni, percorsi di una spoglia diradata realtà.
                                                                        Luciano Bertacchini

                                                                                                        


Gilberto Sanmartini con la sua attitudine alla ricerca interiore, la sua cifra pacata, profonda e vagamente malinconica, dona armonia e quiete agli occhi dei fruitori delle sue opere.
Con la primavera, l’aprirsi delle gemme e dalla speranza, l’arte di questo pittore della memoria, che fotografa con gli occhi, ciò che vede, per poi immortalarlo sulla tela, il senso di un evento, l’aprirsi di un percorso umano e della natura. Non si vede bene che col cuore scriveva Saint Exupery e Sanmartini mette gli occhi al servizio del cuore.
                                                                                                          Michela Turra

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