Opere in legno
di

LUCIANO BANDIERI
FRANCO FERRARI
AGNESE GUIDOTTI
MARIO POLETTI

Dal 18 Marzo al 2 Aprile
2017
Inaugurazione Sabato 18 Marzo 2017 alle ore 16


Ewa Barbara Konopka & Giuliano Soragni


Ewa Barbara Konopka nata a Mlawa (Polonia), vive e lavora a Guiglia (MO).
Ha compiuto gli studi presso l'
istituto di Divulgazione Culturale di Olsztyn (Polonia) e presso la Facoltà di Psicologia dell'Università di Bologna. Ha conseguito il diploma di Stilista di moda a Milano e l'attestato di "Computer graphics per il prodotto di moda" collaborando come pubblicitaria presso una TV locale.
Da alcuni anni dipinge e disegna. Ha realizzato vernissage in Polonia nelle sale espositive "Agorà" di Olsztyn, nella galleria del castello "Pod Belka" a Nidzica, nelle sale espositive del Museo di Szczytno. La sua mostra "L'ora inquietante", dedicata al 70° anniversario dello scoppio della guerra, sarà esposta nella galleria del presidente di voivodato a Olsztyn. Nel 2009 ha esposto a Wilno, in Lituania.
Ewa, affascinata dall'interpretazione del movimento e dalla dinamica nell'arte, si sta muovendo nelle sue opere più recenti, al confine tra figurativismo e metafisica, privilegiando pittura a olio e grafica.


Giuliano Soragni - "Di connotazione fantastica è la pittura di Giuliano Soragni che avvera fenomeni di ibridazione tra diversi elementi, riconducibili a cose e figure umane.
Un recupero di immagini, di vivificanti rapporti, che determina spostamenti di significato.
E' la ricognizione immaginativa, per il trasferimento della realtà nella sfera del fantastico, ad offrire all'artista di Casinalbo la possibilità di portare un differente linguaggio, con intrecci che riservano nuove sorprese. Digressioni figurative gli offrono l'occasione per vertiginosi esercizi compositivi che non costituiscono un gioco gratuito, ma la necessità stessa del "raccontare".
La tensione conoscitiva è tale che le immagini, pur caricandosi di una bizzarria di situazioni, non perdono la capacità di rappresentazione, di rimandi al quotidiano.
La conchiglia si offre come "nucleo" fondamentale e necessario criterio di selezione di una particolare iconografia. Pare stabilire con altre forme di esseri animati e inanimati un centro epifanico di relazioni e di rivelazioni simboliche: la solitudine, lo smarrimento, il disagio, il brivido dell'esistenza , l'attesa e l'incontro con altre cose....
Il suo è un attento guardare alla pittura fantastica, surreale. E visibili sono i confessati "debiti" nei confronti dell'opera di Walter Mac Mazzieri. L'artista realizza un linguaggio libero da ogni condizionamento in azzardi di figure che egli anima di tensioni e fughe. Di prodigi."

Michele Fuoco

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