Opere in legno
di

LUCIANO BANDIERI
FRANCO FERRARI
AGNESE GUIDOTTI
MARIO POLETTI

Dal 18 Marzo al 2 Aprile
2017
Inaugurazione Sabato 18 Marzo 2017 alle ore 16


Dipinti di Giuliano Soragni




Di connotazione fantastica è la pittura di Giuliano Soragni che avvera fenomeni di ibridazione tra diversi elementi, riconducibili a cose e a figure umane. Un recupero di immagini, di vivificanti rapporti, che determina spostamenti di significato. Il pittore sembra amare gli stati sotterranei ed oscuri dell’esperienza, ma in verità egli sente il bisogno di dare coscienza all’incoscienza.
Digressioni figurative gli offrono l’occasione per vertiginosi esercizi compositivi che non costituiscono un gioco gratuito, ma la necessità stessa di “raccontare”. La tensione conoscitiva è tale che le immagini, pur caricandosi di una bizzarria di situazioni, non perdono la capacità di rappresentazione, di rimandi al quotidiano.
Accade che nell’opera riescano a vivere motivi fortemente evocativi, abbiano luogo fatti che consentono incontri straordinari, si snodano paesaggi definiti nella nozione d’intimità, di sentimenti, di relazioni, si mettano in consonanza mentale il flusso di pensieri e di emozioni che legano passato e presente, uomo e natura, meditazione e invenzione.
Non solo il paesaggio, ma anche gli oggetti spesso si animano fino a diventare visionari, pur all’interno di un vigile controllo. L’artista aspira ad una pittura capace di estendersi sul mondo, facendolo proprio, con un segno di appartenenza nella costruzione delle scene, nel risultato formale, nella distribuzione della luce, nel racconto che si sviluppa tra le figure, le cose, gli animali.
A ben guardare i dipinti di Soragni, si scopre che essi tendono sulle orme di Walter Mac Mazzieri, a restituire la realtà sotto forma di favola, quasi a cercare il senso poetico dell’esistente, non solo in un bestiario domestico (colombe, gatti, cavalli), in strani paesaggi urbani che sembrano nascere sulla testa dei personaggi, in minareti, in qualche elemento fallico, nell’uovo che è simbolo di perfezione e di vita, brame di avventure, ma anche quando vengono affrontati temi riguardanti l’attesa, l’estasi, il viaggio, l’addio, il disagio, l’innocenza perduta…..
Sono queste occasioni di interrelazioni fra i molteplici soggetti a produrre “pagine” pittoriche in cui è possibile sviluppare una poetica onirica, attribuendo valore a diffuse soluzioni narrative.
Una ricognizione immaginativa che realizza un linguaggio libero da ogni condizionamento e conquista azzardi di figure che l’artista anima di tensioni e fughe. Di prodigi.

                                                                                                        Michele Fuoco

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