Opere in legno
di

LUCIANO BANDIERI
FRANCO FERRARI
AGNESE GUIDOTTI
MARIO POLETTI

Dal 18 Marzo al 2 Aprile
2017
Inaugurazione Sabato 18 Marzo 2017 alle ore 16


Acquerelli di Roberto Ramponi




Roberto Ramponi nasce a San Giovanni in Persiceto (BO) nel 1958.
Frequenta il Liceo Artistico di Bologna, lavorando prevalentemente sull’iperrealismo sotto la direzione di Piero Manai. Dopo aver conseguito la maturità artistica frequenta per alcuni anni la facoltà di architettura a Firenze. Dal 1980 lavora come disegnatore progettista presso il Comune di San Giovanni in Persiceto. Collabora al progetto di restauro del Teatro settecentesco “Politeama” e alla ristrutturazione del Palazzo Comunale.
Sul finire degli anni ’70 riprende l’acquerello, che diviene subito la sua tecnica d’elezione. 


Mostre personali:
1991 - “Dedicata a Rino” allo storico palazzo S. Salvatore di S. Giov. Persiceto
2008 - Palazzo della Partecipanza - S. Giov. Persiceto
2011 - “Melanconia e incanto”
2014 - “Sguardi” - Palazzo Piella di Castelfranco Emilia.
2014 - “Acquerellando” - Crespellano (BO)



L’impatto visivo che lo spettatore ha di fronte agli acquerelli di Roberto Ramponi è stupefacente: si prova un iniziale disorientamento, perché nulla, nelle sue opere, ci ricorda la delicatezza propria di questa tecnica pittorica evanescente e spesso aggraziata o leziosa, ma subito dopo si è affascinati dalla forza sia dei soggetti che dall’uso che l’Artista fa dei colori e delle pennellate. Colpisce l’intensità emotiva sia dei volti dei personaggi ma anche degli animali o delle cose semplici come una seggiola impagliata, un cesto od una zampogna.
Ogni cosa è trattata con un incredibile intensità ed equilibrio, visibili sia nei gesti delle persone, colti in un attimo che sembra sospeso in un tempo immobile, o negli sguardi intensi ed espressivi che mettono a nudo i sentimenti.
Ramponi è padrone di una tecnica apparentemente semplice e spontanea, ma il suo è un acquerello che nulla lascia al caso o all’improvvisazione, è un acquerello “colto” che conosce non solo la lezione dei grandi maestri dell’Ottocento da Fattori, a De Nittis e Boldini, ma anche quella più recente, ma non meno importante, dei maestri in questa tecnica quali Hugo Pratt e Sergio Toppi.

E’ difficile staccare lo sguardo dalle sue opere e più le si guardano e più si apprezza la sua profonda conoscenza del disegno e la maestria nell’arte delle velature; non vi è un solo punto della sua opera che non sia in equilibrio ed in contrasto cromatico con il punto vicino, e nessuna singola pennellata che non sia data conoscendone a priori effetto finale sulla carta e sui colori e toni delle pennellate vicine.
Questo gioco di luci ed ombre, di toni, mezzitoni e contrasti contribuisce a rendere la sua opera un personalissimo capolavoro di equilibrio ed è ciò che disorienta ed affascina lo spettatore.
                                                 Massimo Bazzani 
                                                                                             

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