Opere in legno
di

LUCIANO BANDIERI
FRANCO FERRARI
AGNESE GUIDOTTI
MARIO POLETTI

Dal 18 Marzo al 2 Aprile
2017
Inaugurazione Sabato 18 Marzo 2017 alle ore 16


Come ogni anno,
al termine dei corsi dell'Università N. Ginsburg di Vignola,
il Salotto del Muratori, ospita la Mostra conclusiva dei corsi.
Saranno esposti i lavori del corso di Tessitura d'Arazzo, tenuto
dall'artista Adriana Puppi,
e il corso di Fotografia, tenuto
dal fotografo professionista Francesco De Marco.

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I dipinti di O. Pini - L.Silvestri - C.A.Turchi


Onelio Pini (05/03/1949 - 19/10/1997), laureato in Storia e Filosofia, ha diviso la sua esistenza tra il lavoro, le ricerche (con pubblicazioni in particolare di storia locale) e la pittura.
Prima di tutto, però, i valori basilari della vita, gli affetti, l'attenzione e la simpatia per il genere umano.

"..nei piccoli dipinti-acquerelli e china, Onelio ha voluto rappresentare la gente semplice della campagna ai tempi della sua infanzia, la fatica del lavoro quotidiano, le donne, i giochi dei bambini, gli amici che si riposano davanti a un bicchiere di vino....Interessanti i dipinti ad olio: eseguiti con tecnica originale, evidenziano un mondo essenziale reso suggestivo dai rossi tramonti, dalle penombre della sera e dalle notti di plenilunio. I colori forti e cupi sono attraversati da un fascio di luce intensa che illumina la scena avvolgendola in atmosfera magica fatta di calma irreale e di speranza...."


Lauro Silvestri è nato a Marzaglia (MO) nel 1941. Vive e lavora a Vignola, ed è una presenza storica tra gli Amici dell'arte. Autodidatta, ama l'arte e la poesia, la pace e la tolleranza e nelle sue opere si avverte la tensione di chi sente che la realtà spesso si discosta dai suoi ideali.

"....Lauro è una persona estremamente sensibile, e quando riesce a trasferire sulla tela, o nelle parole di una poesia, i sentimenti che si agitano in lui, è in grado di costruire fragili capolavori, al di fuori degli schemi che spesso condizionano gli artisti....Magici momenti in una natura che ti avvolge, in angoli di passato ricreati con profonda partecipazione...."


Carlo Alberto Turchi, nato a Pola nel 1943, ha vissuto prima a Carpi poi a Modena, ove vive e lavora. Ha mostrato fin da piccolo la sua predilezione per il disegno e per tutto ciò che è rappresentato con inchiostri, colori, matite e pennelli. Si è dedicato con notevoli soddisfazioni al settore delle pubblicazioni grafico-letterarie e successivamente alla pittura a olio, affascinato dalla "modernità" dei grandi impressionisti.

"...avendo per tanti anni di professione "la grafica nel sangue", dipingo per istinto in maniera realistica, con l'intento di rappresentare la "nostra terra", con motivi pittorici che in qualche modo si accostano al clima e alle situazioni di quelle grandi opere piene di luce e di atmosfere particolari...."

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I dipinti di Lelio Brighenti



Lelio Brighenti è nato nel 1951 a Modena, dove risiede.
Nel 1974 si è diplomato all'Accademia di Belle Arti di Bologna.
Ha allestito numerose mostre personali e collettive. Dipinge con continuità dal 1985, Galleria Jacopo barozzi (Vignola) 1978; Salotto L.A. Muratori (Vignola) 1991; Sala Comunale di Sestola, 1992; Centro Culturale di Soliera 1994; La Torre (Castelnuovo R.) 1995; Sala Picasso e Van Gogh, grande colletiva natalizia (Lido degli Estensi); Villa Boschetti (S.Cesari) 1996; Villa Fabriani (Spilamberto) 1999; Libreria Feltrinelli (Modena) 2000; Caffè dell'Orologio, (Modena) 2001; Il Paradisino, (Modena) 2004; Il Campanon (Guastalla, RE) 2004; "La magia del colore" Centro Culturale di Marano sul Panaro, 2004; "Città e campagna", Il conventino, Guiglia, 2004; "Galleria del Borgo" Vignola, 2006.

".....mira all'equilibrio della composizione l'opera di Lelio Brighenti, una composizione fatta non tanto di oggetti, quantodi figure umane, perchè all'artista modenese interessa la realtà dell'uomo, nella sorpresa del "montaggio" del quadro, secondo meccanismi di composizione che sembrano travolgere l'immagine. Nelle opere viene delineato un mondo anche affettivo, e avverano il carattere di sognatore dell'artista, che conosce l'intimità e la serietà del suo lavoro. Tutto sembra essere vissuto con segreto piacere per la capacità di saper controllare l'enigma della deformazione di un corpo umano o di una cosa che non acquista mai un carattere espressionista, perchè conserva una quieta temperatura timbrica che sostiene il carattere di rievocazione, di memoria, di sentimento....."

Michele Fuoco

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"Pensieri tra le nuvole" opere di Enrico Manelli


Enrico Manelli nasce a Modena nel 1946, dove frequenta la sezione di ceramica dell'Istituto d'Arte "A. Venturi" presso cui si diploma. Prosegue gli studi presso l'Accademia di Belle Arti di Bologna, dove segue i corsi di Scenografia, materia in cui diventa, giovanissimo, docente.
Seguendo la sua grande passione per la pittura tiene la sua prima personale presso la Galleria "Secchia" a Modena, realizza numerose scenografie per il "Teatro Stabile di Bologna" ed "Il Piccolo" di Milano.
E' fra i fondatori del Collettivo di Scenografia con cui inizia i lavori presso il teatro "La Ribalta"; collabora e progetta lavori per molti gruppi teatrali sperimentali, anche stranieri.
Nel 1973 inizia l'importantissima intesa creativa con Giogio Celli, con cui, insieme a Gianfranco Ferri, progetta lo spettacolo L'Inconscio Cibernetico allestito presso l'Espace Pierre Cardin a Parigi, e replicato a Bologna. L'incontro con Celli, pietra miliare nel suo processo evolutivo, prosegue con Il sonno dei Carnefici, rappresentato al Festival dei due Mondi di Spoleto.
Nel 1976 realizza le scene di uno spettacolo musicale di Lucio Dalla.
Negli anni successivi torna alla pittura, invitato in numerose mostre (Piazze del Centro Storico, Modena; Metafisica del Quotidiano, presso la Galleria di Arte Moderna di Bologna; Un percorso per Alice, Galleria Fotografis, Bologna.
Nel 1979 riapproda al cinema, realizzando le scene per il film Chiedo Asilo, di Marco Ferreri. Nel corso dello stesso anno prende parte alle esposizioni dell'Opera dei Celebranti, curate da Franco Solmi e Marilena Pasquali (Modena, Ancona, Piacenza, Pisa, Bari e Taranto).
Nel 1980 compare con la sua antologica alla Galleria Civica di Modena, a Ferrara e a Grosseto, Magazzino del sale "ovunque a cavallo" a cura di G.Celli.
A partire dal 1985 si occupa di numerose scenografie televisive e celebrazioni per il IX centenario dell'Università di Bologna. Nel 1992 cura gli allestimenti per Gli uomini delle Caravelle (EXPO di Genova, Valencia) e La Fiera delle Due Americhe (Strasburgo). Nel 2004 ha presentato una sua antologica presso il Castello di Spezzano. Nel 2005, a cura di C. Federico Teodoro è invitato alla Biennale del muro dipinto, Dozza Imolese, a Pesaro I Mecenati a cura di M. Pasquali, Meldola Forlì "La città e il suo doppio" a cura di Andrea Emiliani.
A tutt'oggi insegna presso l'Accademia di Belle Arti di Bologna ed ha diretto l'Accademia di Belle Arti di Ravenna.


.....Enrico Manelli è stato definito un uomo rinascimentale, un eclettico per cui tutti i campi del sapere artistico debbono essere conosciuti e approfonditi. Ogni sua espressione artistica è compendiata dalla sua profonda conoscenza degli spazi, dei respiri e delle ampiezze, su cui gioca e che rielabora, creando, a volte ludiche e artificiose ambientazioni ma spesso, anche, tormento e tensione in chi guarda. E' l'uomo artefice del proprio destino, l'uomo creativo e creatore da un lato, che ogni tanto, con sconcerto, ne è vittima e ne scruta il volere, come chi guarda le nuvole chiedendosi che tempo farà, e mostrando a tutti umanità e vulnerabilità.....

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i dipinti di Cesare Cioni



Cesare Cioni vive e lavora a Maranello (MO), ove è nato nel 1938.
Le sue opere sono il risultato di una pratica pittorica paziente ed appartata, dove ha saputo proporsi, negli anni, con nuovi stimoli, riscuotendo interesse e simpatia con lo sguardo del pubblico.
Autodidatta, ha fatto del realismo la sua passione pittorica.
Fa parte dei circoli artistici di Fiorano e Vignola. Ha partecipato a numerose mostre collettive, vincendo nel 2004, a Maranello, il concorso per la migliore "Rossa" dipinta.

.....Egli spazia dai grandi cesti di fiori a diversi personaggi, tra i quali la figlia e la nipotina.
Il tessuto formale è tale da dare subito il valore di concretezza alle cose e alle figure che sono particolarmente riconoscibili.

Michele Fuoco

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