Opere in legno
di

LUCIANO BANDIERI
FRANCO FERRARI
AGNESE GUIDOTTI
MARIO POLETTI

Dal 18 Marzo al 2 Aprile
2017
Inaugurazione Sabato 18 Marzo 2017 alle ore 16


Dipinti di Carla Iacoli e Moreno Ferrari



Carla Iacoli, nata sulle colline vignolesi ha sempre coltivato la passione per i fiori, e da questa sua passione è nato il desiderio di dipingere le rose da lei stessa coltivate provandosi in molte tecniche.
Più di recente, sotto la guida dei Proff. Ciro Cetara e Marco Grimandi, si è dedicata alla pittura ad olio, sviluppando un personale linguaggio figurativo che ben rappresenta la sua passione per la natura, gli animali, ma, in particolare per i suoi fiori.

Fa parte degli Amici dell’Arte di Vignola, e ha partecipato a numerose collettive e concorsi ottenendo importanti riconoscimenti.


Moreno Ferrari è nato a Levizzano R. nel 1956. Comincia la sua ricerca artistica negli anni ottanta sperimentando da autodidatta varie tecniche per poi approdare alla pittura a olio.
Dopo uno studio dei maestri eseguito attraverso le copie delle loro opere per apprenderne le tecniche e i materiali, si è evoluto verso uno stile personale con cui esprimere un proprio discorso emotivo.

Si è dedicato al restauro di ville antiche per vari anni, per poi riprendere in mano il pennello con cui mescolare i colori sulla tela per esprimere un proprio mondo interiore. 

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Dipinti di Giovanni Neri


Giovanni Neri è nato a Bologna l’11 Dicembre 1951. Vive a Vignola e ha lo studio in Valsamoggia frazione Chiesa Nuova di Crespellano.
E’ autodidatta. Dipinge prevalentemente su cartoncino e carta usando diverse tecniche (Matite colorate, pastelli, acquerelli, acrilici, tempera, gessetti, china e sanguigna). Realizza anche monotipi e puntesecche.


“Sempre dal carattere ombroso e dai colori violenti i suoi dipinti, soprattutto quando affronta il tema dei volti: sembra di vedere immagini del neoralismo tedesco grazie a quei tratti e quell’espressione “forte” che Giovanni Neri riesce a trasportare sulla tela. Visi segnati dalla paura, dagli occhi allucinati e l’espressione stranita, giocato con colori vivi e caldi, come ad indicare la girandola di emozioni da cui il soggetto è visitato.
Non meno incisive le sue nature morte e i suoi paesaggi, sempre estremi, in cui si riscontra ancora la predominanza di colori accesi, colori della vita e del calore, che può accendersi, trasformarsi in rosso fino al fuoco.
Pittura calda, quella di Neri, alla base della quale si legge la passione, per l’arte come per l’esistenza e le persone, per la natura e per il suo mistero. Perchè dipingere è vivere, respirare, cercare di spiegarsi l’inspiegabile.”

Da Art Journal, Micaela Turro 

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"Declinazioni dell'astrazione"



Marco Fornaciari

Marco Fornaciari è nato a Vignola nel 1951. La sua famiglia  produceva vasellame in terracotta forgiato al tornio, e in questo ambiente,  ha cominciato a manipolare l’argilla per gioco. La predisposizione ad esprimersi con il linguaggio della figurazione si evidenziò durante la scuola media sviluppandosi poi al Liceo Artistico di Bologna.  Dal 1974 al 2012 ha insegnato Educazione Artistica nella scuola media.
Nell’attività artistica, ha sempre privilegiato la terracotta,  ha poi scoperto la pietra a Fanano, dove ha insegnato per diverso tempo, e il bronzo osservando le sculture di Ivo Soli nello studio dell’amico Cesare. L’esigenza di arricchire la scultura con il colore, lo ha spinto poi a fare ricerche e sperimentazioni nel mondo della ceramica. 
Numerose le sculture pubbliche (Madre Teresa di Calcutta, in terracotta,  presso la chiesa di Rubbiara (Mo); l'arredo scultoreo - il Battista l'Ultima Cena, Via Crucis e Acquesantiere -  per la nuova chiesa dedicata a San Giovanni Battista, a Mercatale di Ozzano Emilia) e tanti rinoscimenti (primo premio giuria popolare al IX Simposio di Scultura su Pietra, nel 1991, a Fanano; Premio Begarelli per il migliore Presepe, nel 1992, nella mostra presso la chiesa di S. Giovanni Battista a Modena...). 


Luigi Lorenzi

Luigi Lorenzi è nato a Pianorso di Lama Mocogno (MO). A partire dalla fine degli anni settanta inizia una ricerca nella scultura realizzando in pietra arenaria di fiume “forme chiuse” per rappresentare sentimenti come la solitudine, il raccoglimento e la meditazione. Alla metà degli anni ottanta passa alla “forma aperta”, sono sculture prevalentemente in legno, slanci che rappresentano la voglia di comunicare e anticiperanno la fase successiva dei “dialoghi”. Seguirà un lungo periodo di riflessione nel quale “il tempo” è l'elemento di maggiore interesse e sarà fonte di ispirazione per molti lavori. Dopo il primo periodo quello delle “forme chiuse” tutto il lavoro di Lorenzi porterà una traccia importante di natura astratta ma è negli ultimi anni che le sue sculture si possono inserire a pieno titolo in quel mondo espressivo detto “astrazione”. Lorenzi ha partecipato a numerose esposizioni personali e collettive quasi sempre accompagnate da vari testi critici. Per una conoscenza esauriente del suo lavoro vedere: www.luigilorenzi.com
Vive e lavora a Serramazzoni (MO) in via Verdi 270, con studio in via Roma 169.

Gianfranco Morini


Gianfranco Morini è nato a Faenza nel 1955. Compie studi artistici a Faenza, presso l'Istituto per la Ceramica. A Bologna, presso l'Accademia di Belle Arti, segue corsi speciali di teoria della percezione e psicologia della forma. Allievo di Augusto Betti e Alfonso Leoni, collabora giovanissimo con maestri come Panos Tsolakos e Carlo Zauli. Dagli anni '70 inizia la sua attività nell'industria ceramica, lavorando come ricercatore in aziende di livello internazionale. E' responsabile, nel 1979, del laboratorio ricerca e sviluppo del gruppo ceramiche "La Faenza" e, dal 1990, dell"Iris" a Fiorano Modenese, nonché per altri marchi dello stesso gruppo. Collabora nel 1996 con Svarovski Kristallwelten a Wattens in Austria. Dal 2002 è responsabile del laboratorio di ricerca e sviluppo delle Ceramiche di Siena di Buonconvento, gruppo Gambarelli di Modena. Da segnalare che Morini è, nel 1976, professore di plastica e disegno industriale all'Isituto d'Arte "G. De Fabris" di Nove (Vicenza). Tra le mostre ricordiamo quella nel cortile e nell'ingresso centrale del Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza. 

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"Profumi e tradizioni"


M. Augusta Isaija è nata a Parma, dove ha compiuto gli studi classici ed universitari.
E’ proprio con lo studio della storia dell’Arte sui banchi del liceo che è nato e si è sviluppato in lei l’amore per tutte le espressioni artistiche e, soprattutto, il gusto del “bello”.
In seguito, durante le frequenti visite a Mostre e Gallerie d’arte, nell’ammirare le opere dei “Grandi”, ha via via maturato in sé il desiderio di dedicarsi alla Pittura.
Dopo aver lasciato il suo lavoro di insegnante di materie scientifiche, ha finalmente potuto dedicare il suo tempo libero a ciò che desiderava realizzare. Iscritta ai Corsi di Pittura dell’Università Ginzburg di Vignola, ha seguito le lezioni del maestro Marco Grimandi, che ha continuato ad essere la sua guida presso l’Atelier d’Arte di Solignano (MO). La pittura di M. Augusta esplode in cambiamenti cromatici forti e dolci allo stesso tempo. E’ una pittura che sa trasmettere una affettuosa vicinanza alla natura, ai ricordi di vacanze e di momenti vissuti e ai luoghi dell’anima.
Alberi, paesaggi, scorci, nature morte e soprattutto fiori e giardini sono i suoi temi. I particolari sono ricchi di poesia e resi in modo fresco ed immediato con tecniche varie: pastelli, acquerelli e principalmente olio.
In tutte le sue opere traspare l’amore per le meraviglie della natura, dalle quali M. Augusta è sempre stata affascinata.
Ha esposto i suoi lavori in numerose Mostre, riscuotendo vivo successo: Castello di Bazzano (BO) 2009; Salotto Muratori di Vignola (MO) dal 2010 al 2014; Sala Consililiare di Zocca (MO) 2011-2012; Castello di Levizzano (MO) 2013; Sala del Paradisino (MO) 2013-2014;
Nel 2014 ha ottenuto un lusinghiero riconoscimento della Critica con la sua opera “ Un giardino a Vignola” al Concorso biennale di Pittura “Pierpaolo e Germano Tassi”.

Annamaria Albertini


Andrea Magni è nato a Modena il 10 novembre 1962 e vive a Vignola con la moglie e le figlie.
Tra le sue passioni ha sempre avuto un posto di rilievo l’arte, in particolare la pittura.
Da alcuni anni frequenta l’Atelier di pittura del maestro Marco Grimandi, dove si è perfezionato nelle composizioni di figure e paesaggi, utilizzando la tecnica della pittura ad olio. Ha partecipato a numerose mostre collettive con il gruppo di artisti dell’Atelier di Solignano di Castelvetro.
Nel 2014 ha presentato le sue prime mostre personali presso l’Agriturismo San Polo di Castelvetro di Modena e a Manzolino di Castelfranco in occasione della Festa del Ringraziamento.
2014, in occasione del Concorso di pittura biennale “Pierpaolo Germano Tassi” di Vignola, la sua opera “Pasticceria Gollini” ha ricevuto un riconoscimento dalla critica.
2015, in occasione del Concorso Nazionale di Pittura “Aceto Tradizionale di Modena Dop”, presso la 77° fiera campionaria di Modena, si è classificato terzo ex-aequo con il dipinto “Acetaia Ruini”.
2015, in occasione del XXII Premio Nazionale di Pittura Estemporanea “Tra Secchia e Panaro”, si è piazzato tra i finalisti con il dipinto “Rotoballe a Castelvetro”.

“Quando una persona si mette davanti ad una tela e comincia a dipingere, non pensa di fare una cosa che serve, perché la prima necessità dell’artista è quella di soddisfare la propria esigenza.
Andrea, mio cugino, è uno di noi. Questa sua predisposizione alla pittura era latente; la apprezzava e ne godeva il beneficio nelle opere degli altri pittori, avendo anche in casa opere del suo lontano parente Giuseppe Graziosi, illustre artista nostro conterraneo.

In ogni occasione, come si fa di solito quando ci si incontra tra amici, si racconta dove si è stati da turisti, cosa si è visto o mangiato, chi si è conosciuto. Andrea aggiungeva a tutto ciò considerazioni su dipinti che aveva visto e con passione li descriveva nei minimi dettagli. Questa sua passione continua tutt’ora, creando lui stesso opere con risultati sorprendenti. Sulla scia del realismo ed affascinato dal paesaggio e dalle tradizioni, in armonica simbiosi con i luoghi della sua terra, dipinge figure intente alle proprie attività, riprendendole con sentimento e poesia, come capita a noi tutti quando sfogliamo un vecchio album di fotografie che ci riportano a realtà già vissute, ma ancora piene di fascino e di interesse. Con affetto, benvenuto Andrea”.
Domenico Simonini 

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"Omaggio a Cesare Leonardi"




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